Approfondimento Warhammer: gli Adeptus Astartes

O Space Marines? O entrambi? Chi ci capisce più nulla?

Benvenuti al primo approfondimento di GG sul variegato universo di Warhammer, uno spazio per chi, dopo avere investito ingenti capitali in pupazzetti, vuole delirare sui folli background della GW.

Approfittando dell’uscita, o meglio dell’ennesimo aggiornamento al Codex degli Space Marines, vi trasporteremo nella tetra oscurità del quarantunesimo millennio per parlare proprio degli Adeptus Astartes (A.K.A. Space Marines), puntando l’attenzione sui cosiddetti “Capitoli da Codex”

Piccola (più o meno) premessa seria necessaria (o forse no) per capire quanto segue, ma che se vi annoiate potete saltare senza poi lamentarvi che non vi avevamo avvertito:

Partiamo proprio da una riflessione semi seria su queste due parole: “Capitolo” e “Codex”. Entrambi termini desueti, fanno parte di quei latinismi tanto in voga tra gli autori inglesi, giusto per dare quel tocco di maestosità e mistero alle nomenclature delle miniature, soprattutto degli Astartes, perché indubbiamente “Apotecario” è infinitamente più figo rispetto al banale “Medico”.
Per quanto riguarda le nostre due parole, con “Capitolo” viene definito l’insieme degli appartenenti ad una comunità religiosa di tipo monastico, nella fattispecie monaci, che occupano un monastero o un’altra struttura religiosa. Il termine “Capitolo” calza quindi a pennello con la natura dottrinale, sebbene raramente davvero religiosa, con cui gli Space Marines sono stati descritti nel corso degli anni (e per cui ci stanno tanto simpatici, no? No.)
Con “Codex” invece intendiamo, letteralmente, il cosiddetto codice (manoscritto antico composto da fogli di pergamena rilegati a fascicoli e poi a loro volta uniti in un singolo volume), praticamente il libro fisico e la sua costruzione, elementi alla base degli studi di codicologia. È superfluo dire che la maggior parte dei Codex letterari giunti fino a noi siano di origine medioevale, dettaglio che fornisce una ulteriore connotazione alla costruzione del BG gotico e oscuro legato alle varie legioni.


Ok, ora possiamo tornare a cazzeggiare.
Chiarita la parte seria della discussione, passiamo adesso ai cosiddetti “Capitoli bacchettoni”, meglio noti come “Capitoli da Codex”, quelli con i primarchi più comprensivi (o disperati), tanto da accettare la dubbia saggezza del “Codex Astartes”, scritto da Roboute Guilliman all’indomani dell’Eresia di Horus. Un immenso tomo nel quale sono scritte le regole ed i dettami che condizionano la vita delle migliaia di Marines sparsi per la galassia. Questo perché evidentemente ai migliori soldati dell’Imperatore serviva qualcuno che ordinasse di portare in viaggio spazzolino e dentifricio per non cadere preda delle tentazioni di Nurgle, così come di andare a letto presto per evitare di essere vittime delle tentazioni di Slaanesh!

Armi, struttura, equipaggiamenti, tattiche, formazioni, schieramento: ogni parte della vita di uno Space Marine viene regolata dal Codex. E qui sorge la domanda… e i Primaris? Se il Codex è stato scritto 10.000 anni fa, esattamente quando Belisarius Crawl ha tirato fuori dalle proprie cripte di stasi migliaia di Primaris, individui costruiti in laboratorio per essere più forti e più equipaggiati e sostanzialmente più fighi dei normali Marines, a quale parte del Codex si stava rifacendo? Io capisco che il grande tomo venisse periodicamente aggiornato, ma stento a credere che sia spuntato dal nulla la sezione “Primaris”. Tuttavia tutti i Capitoli hanno avuto la propria dose di rinforzi potenziati, non solo quelli “da Codex”.

Perché sì, non tutti sono lì in adorazione della somma opera omnia di Roboute, vedi su tutti i Lupi Siderali, Space Marines di chiare ascendenze vichinghe, che del librone se ne sbattono i cosiddetti preferendo gozzovigliare in compagnia, passando il (poco) tempo di pace bevendo e mangiando.
Anche i Cavalieri Grigi ignorano allegramente le regole del Codex. Dopotutto seguono una missione segretissima e sono gli eredi di Malcador il Sigillita, il braccio destro dell’Imperatore (con buona pace di Horus), insomma gente cui importa molto poco delle parole di un Primarca specializzato in contabilità.
Poi ci sono Capitoli come i Dark Angels, che, vivendo in uno stato di quasi totale clausura, perseguendo i propri oscuri obbiettivi di redenzione a autocommiserazione, si limitano ad una aderenza di pura facciata scattando tipo cagnolini appena sentono la parola “Caduti”.
E infine ci sono i poveri Blood Angels, che avendo gravi problemi comportamentali e la malsana abitudine di bere sangue umano, usano il Codex come esercizio di autocontrollo per evitare di cedere completamente alla tara vampiresca insita nel corredo genetico ereditato da Sanguinius (e con un nome così…).

Torniamo però ai nostri adorati bacchettoni da battaglia partendo dal più celebre e diffuso tra i capitoli da Codex: quello degli Ultramarines! Per gli amici anche UltraPuffi, sono gli eredi del sommo burocrate Roboute Guilliman, famoso per i propri esercizi urbanistici per la razionalizzazione degli spazi su Macragge, pianeta capitolare dei suoi discendenti e mondo centrale del piccolo impero controllato dai Marines In Blu (i MIB di 40k!) con incredibile efficienza. Questo è un capitolo adatto a ragionieri, contabili, matematici, organizzatori di eventi e in generale per chiunque pianifichi, progetti o ami la matematica applicata (ma non la logica).
Basati su una forte interazione tra le unità e sulle (ormai tristemente scomparse dai tavoli) squadre tattiche, posseggono un BG legato all’Antica Roma, evidenziato soprattutto nell’aspetto delle Guardie D’onore, una delle loro unità tipiche. Sono caratterizzati dai Cacciatori di Tiranidi e di Necron, la cui semplice esistenza va dichiaratamente contro i dettami del Codex ed è stata razionalizzata, almeno in gioco, con la creazione dei Kill Team della Deathwatch.

Seguono poi i ragazzi del Khan: un club di bikers su scala galattica, a volte visti alla guida di vere e proprie Harley Davidson spaziali. Parliamo ovviamente delle Furie Bianche. Un capitolo completamente motorizzato (in cui i Marines basici-sfigati seguono quelli su moto standosene imbarcati sui trasporti), che fa dell’elevata mobilità la propria arma migliore. Se amate le moto e la vita all’aria aperta con il vento in faccia, questo è il capitolo che fa per voi! Originariamente primitivi clan di cavalieri in pieno stile mongolico-sarmatiano, discendono da Jaghatai Khan, meglio noto come il gran Khan (ogni riferimento a un certo Genghis è puramente casuale) e riflettono nel BG molte caratteristiche legate alla cosiddetta “Orda d’oro”, che nel corso della storia si spinse fino alle porte dell’Europa reale. Il loro mondo natale Chogoris, situato nelle vicinanze del Maelstrom, li rende i tipici condomini ossessionati dai vicini invadenti che citofonano ogni due minuti cercando di invadergli casa, ma questi futuribili “Imperor’s Angels” sembrano sopportare bene la situazione.
Nota seria: le Furie Bianche sono state il terzo Capitolo impegnato nella difesa del palazzo imperiale nel corso dell’assedio da parte di Horus, ma invece di difendere i bastioni con Blood Angels e Imperial Fist, eseguivano sortite e contrattacchi rapidi all’esterno delle difese perimetrali cercando di tenere liberi gli spazio porti terrestri limitando l’afflusso di rinforzi per gli assedianti.

I Magli Imperiali del Primarca Rogal Dorn vengono chiamati “Difensori della Terra”, pianeta adottato come loro mondo capitolare, attorno al quale orbita la Falange, un’antica fortezza spaziale semovente dotata di elevate capacità offensive.
Tutto potremmo dire su questo Capitolo, a partire dall’infelice scelta nel colore delle armature (ma perché proprio il giallo…), ma per il rispetto che nutriamo nei confronti di Dorn, ci limiteremo ad ammettere che hanno generato due Capitoli successori diventati importanti quanto quasi i progenitori. Da un lato i tenaci guerrieri di Rynn, gli sfigatissimi Magli Scarlatti (quante probabilità c’erano che un missile degli Orks colpisse il deposito munizioni della loro fortezza capitolare vaporizzandola!?), mentre dall’altro i fanatici e religiosi zeloti imperiali chiamati Black Templars, gli unici Space Marines che adorano l’Imperatore come fosse una divinità. Povero Signore del Genere Umano, che nella vita aveva cercato di eliminare l’idolatria, la superstizione e la religione, ritrovandosi poi adorato come un dio e circondato da imbecilli che predicano in suo nome… chissà questo quanto brucia a Lorgar, sarebbe interessante valutarlo, ma si tratta di materiale per un altro articolo.

Passiamo poi agli abitanti di Deliverance (in italiano “Liberatore”), mondo capitolare della Guardia del Corvo, così chiamata in omaggio al proprio Primarca Corvus Corax. Uun Capitolo di semi Cloni da fare invidia a Star Wars, la cui bioingegneria presenta molti difetti che rischiano di portare ad una mutazione incontrollata degli aspiranti Marines. Questo perché dopo avere perso gran parte dei propri uomini, Corax scelse di giocare al dottor Frankenstein accelerando il procedimento di mutazione genetica diventando un futuristico dottor Moreau.
La Guardia del Corvo è composta da una serie di fighetti edonisti che se ne sbattono del lavoro di squadra e degli ordini andando allegramente in giro per la galassia, agendo come piccoli nuclei indipendenti, lottando contro la tirannia e l’oppressione sugli esseri umani. Abbastanza ipocrita come atteggiamento per chi combatte dal lato dell’Imperium, ma speriamo prima o poi comprendano il proprio errore passando alle oneste e sincere forze del Chaos.

Ci sono quindi le Salamdre, figli di Vulkan e abitanti del pianeta Nocturne. Artigiani, lavoratori e i meno altezzosi tra gli Space Marines lealisti. Quando non sono in servizio i membri del Capitolo vivono tra la gente del proprio pianeta e questo li rende molto più umani dei propri simili, direi dei veri teneroni. Questo a dispetto degli occhi rossi e della pelle nera che li contraddistingue rendendoli, nell’aspetto, vagamente demoniaci.
Gli abitanti di Notturno sono quasi bucolici… forgiano roba, ammazzano salamandre per provare la propria forza, camminano sui carboni ardenti e si dilettano in spassose varie amenità simili. Insomma sono gente semplice e diretta, il che rende meno fastidiosa l’idea imbecille del loro Primarca di spargere sette oggetti misteriosi per l’universo. Questa divertente caccia al tesoro impegna le risorse del Capitolo in una cerca che, si dice, riporterà Vulkan dai propri eredi… peccato di alcuni di questi oggetti non si conosca neanche la forma. Mica poteva essere tutto facile, no?

Se le Salamandre giocano alla caccia al tesoro, le severe Mani di Ferro, gli eredi di Ferrus Manus non hanno mai eletto un maestro capitolare sin dalla scomparsa del proprio Primarca, ucciso nel corso del famigerato “Massacro degli atterraggi” su Istvan, l’evento che diede inizio alla guerra civile galattica chiamata “Eresia di Horus”.
Purtroppo però, nel perseguire gli insegnamenti del progenitore, le Mani di Ferro hanno un tantino esagerato decidendo di affidarsi alla logica, quella brutta e cattiva modello Skynet, che li ha portati a lanciare la nuova moda di Medusa: farsi amputare arti e/o altre parti del corpo scambiandole con estese modifiche bioniche… insomma sono usciti fuori di testa dopo una sessione di Cyberpunk e hanno deciso di fare body art estrema.
Se la Guardia del Corvo è sempre più vicina alle forze del Chaos, al contrario le Mani di Ferro sono uno dei capitoli più vicini al credo tecnocratico di Marte, l’Adeptus Mechanicus da cui hanno appresso il segreto delle chiavi nel parasole, migliorando così l’efficienza dei loro mezzi in battaglia. Che poi abbiano l’ambizione di farsi seppellire vivi all’interno di un Dreadnought rende bene il livello di follia causato dall’avere troppi ingranaggi nel cervello. E poi c’è chi dice che il problema sia quando manca una rotella!

Francesco Lodato

2 pensieri su “Approfondimento Warhammer: gli Adeptus Astartes

  1. Molto piacevole la lettura con il taglio ironico che gli ha dato! Gli Space Marine con un po’ più di “umanità” ne guadagnano in empatia. Sempre a menare le mani per la galassia, il tuo racconto me li ha fatti avvicinare a una versione spaziale di Bud Spencer e Terence Hill! 😂😂😂
    Se può interessarti ho scritto di uno dei primi videogiochi che ha reso con efficacia la disinfestazione di uno Space Hulk al comando di una squadra di Terminator. Il videogioco per Amiga e PC è del lontano 1993 e il titolo è: Space Hulk (non ci voleva molta fantasia…). Lo trovi qui:
    https://redbavon.wordpress.com/2016/04/15/space-hulk-il-nonno-di-dark-souls/

    "Mi piace"

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