Il racconto del Dungeon Master: I dilemmi morali

Lo ammetto, non ho una grandissima esperienza come DM. Principalmente perché amo sedere dall’altro lato del master screen (che ne io né i miei Dungeon Master di solito usiamo, ma è comunque un’immagine figa), secondariamente perché, quando avevo finalmente deciso di cominciare a masterare (o masterizzare che dir si voglia), poco dopo uno dei tre giocatori ha deciso di abbandonare il gruppo lasciandoci nel dubbio di “Ma non lo so, magari gioco, poi si vede” e quindi abbiamo accantonato tutto (ciao Vivi, sì, ce l’ho con te). Quindi magari faccio anche schifo come Master e quindi sono la persona meno adatta per iniziare questa rubrica, ma visto che mi hanno momentaneamente abbandonata tutti gli altri Master dietro GG amen, mi tocca.

Nella mia breve ma intensa carriera come DM ho masterato ad un unico gioco: The Strange – L’Anomalia. Per chi non lo sapesse, The Strange è una sorta di gioco contenitore che, oltre a offrire ai giocatori un sistema di gioco diverso dal classico D20 System, il Cypher System, concede ai giocatori la possibilità di viaggiare attraverso infiniti mondi, le Ricorsioni. Ogni volta che i giocatori lasciano il mondo originale (che nel nostro caso era la terra, ma può essere qualsiasi altro mondo) cambiano aspetto, razza, classe, poteri, di tutto e di più per adeguarsi al nuovo mondo di arrivo. Il Master può scegliere di utilizzare le ambientazioni predefinite, crearne di nuove con le linee guida, o ispirarsi a libri e altro. Io mi ero preparata una campagna in cui i giocatori dovevano saltare da un mondo all’altro esplorando le infinite possibilità datomi dal fandom. Volevo farli girare per mondi ispirati a fumetti, serie tv, anime, videogiochi e chi più ne ha più ne metta. Sì, ok, lo ammetto, mi rode un poco non averla portata a termine.

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Nelle pochissime sessioni di gioco in cui mi sono ritrovata con un poco di disagio dall’altra parte del tavolo, è sicuramente uno il momento che ricordo con maggiore piacere: il momento del dilemma morale. L’essere riuscita a creare un momento di tale indecisione da farli fermare per un’ora buona di gioco per decidere, discutere, indecisi su quale via prendere, averli coinvolti empaticamente a tal punto da farli litigare, empatizzare e angosciare per un’azione di gioco, penso sia stata una grande soddisfazione della mia breve carriera di Master, come se QUASI ci sapessi fare. Prima o poi magari lo scoprirò meglio.

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La situazione era la seguente: un’amica del gruppo è sparita e le sue tracce portano nel mondo dei comics. Un mondo dove Marvel e DC ci incontrano, dove l’Avenger Tower e il Daily Planet sorgono una vicino all’altro, dove ti può capitare di vedere sfrecciare uno Spiderman di quartiere accanto a una Lanterna Verde, e vedere Namor e Aquaman picchiare allegramente insieme un pescatore di frodo. A questo punto il valoroso trio decide di indagare, e per farlo prendono diverse piste: chi decide di andare a chiedere informazioni nel più classico e torIMG_20190902_180248.jpgrido bar dei bassifondi, e chi di andare a chiedere aiuto alla mafia locale. Nella fattispecie, a Pinguino. Giustamente simpaticissimo e per nulla vicino alla versione televisiva, Pinguino propone loro un semplice accordo: uccidete tizio X, e io vi consegnerò l’informazione che cercate.
Visto che l’indagine parallela promette di andare più per le lunghe, si apre il dilemma: attendiamo e vediamo se la pista trovata nel peggiore bar di Caracas dia i frutti, o uccidiamo il tizio e andiamo spediti a salvare l’amica in pericolo?
Seguono lunghe ore di discussioni, in game come in real. Indipendetemente da come è finita la questione – quello che era più propenso a uccidere il tizio possedeva il potere di avvelenare la gente a distanza e, ovviamente, l’ha fatto senza grossi problemi – l’aver messo il gruppo in una situazione tale da dover ponderare a lungo cosa fosse giusto o meno fare per perseguire il proprio obbiettivo la ritengo personalmente una bella medaglia nel mio curriculum di Master.

Curriculum che spero presto o tardi di ampliare.

Sigh.

Nelle prossime settimane i nostri Master metteranno a disposizione le loro esperienze, ma nel frattempo, ditemi: quali sono le vostre esperienze più divertenti, strane o particolari giocando di ruolo? Quante volte avete messo inavvertitamente o meno in difficoltà i vostri giocatori?

 

Carmen Brucato

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