Approfondimento Warhammer: I Capitoli non da Codex

Nell’episodio precedente abbiamo conosciuto i Capitoli da Codex dell’Adeptus Astartes, quelli più o meno conformati alla visione organizzativa del celebre ragioniere galattico Roboute Guilliman.

Ma non tutte le legioni hanno aderito alla riforma della Seconda Fondazione e alcuni Space Marine, appartenenti all’equivalente spaziale delle tipiche confraternite fancazziste da college americano, si diversificano talmente tanto rispetto ai propri cugini da meritare un proprio Codex: dai tetri Dark Angels, ai roboanti Space Wolf, passando per violenti Blood Angles, gli austeri Grey Knight e il non-Capitolo di guardoni professionisti della DeathWatch.
Prima di esaminare questi Capitoli nel dettaglio, ci sentiamo in dovere di marcare le profonde differenze tra i Lupi Siderali e gli Angeli Oscuri. Perché se i primi passano la vita a combattere per poi organizzare mega banchetti con fiumi di cibo e birra, i secondi dopo la battaglia si rinchiudono in preghiera senza neanche scambiarsi una pacca sulla spalla. Poi uno si chiede come mai una delle rivalità più famose tra i capitoli di Space Marines riguardi proprio i Figli del Leone (i Dark Angels) e quelli di Russ (gli Space Wolf): basta guardare come festeggiano per capire come non possano proprio andare d’accordo. I due Capitoli affermano tale inimicizia sia a causa di un litigio dei rispettivi Primarchi… cosa probabilmente vera perché la differenza sostanziale è che Leman Russ sapeva divertirsi mentre Lion El’Jonson non sorrideva mai.

Andiamo adesso con ordine partendo dalla prima legione: gli Angeli Oscuri del Pianeta Caliban – detonato alla fine dell’eresia dagli dei del Chaos come ripicca per l’ennesimo fallimento dei loro scagnozzi – i cui resti sono stati trasformati nella fortezza spaziale semovente chiamata “La Roccia”. Giustamente chiamare la propria fortezza capitolare con il soprannome della più famosa prigione del mondo (alias Alcatraz, meglio nota proprio come “The Rock”) appare molto attinente con il carattere esageratamente monastico del Capitolo… a cui evidentemente nessuno ha mai detto che proprio i monaci sono i migliori produttori di birra al mondo.
Eredi di Tarzan (no, no, guardate che non scherzo: il loro Primarca è precipitato e cresciuto da solo nelle foreste di Caliban popolate da mostri) questi Space Marines sono meglio noti come “Angeli Maiunagioia”, perché stanno espiando una colpa millenaria di cui la maggior parte di loro non sa un tubo. Spiegazione spicciola: ai tempi dell’Eresia di Horus metà del Capitolo tradì e si rivoltò contro l’altra metà lealista. Segreto che, se venisse scoperto, potrebbe causare la scomunica dell’intero Capitolo… e per questo i Maiunagioia danno la caccia ai “Fallen”, i traditori superstiti sparsi per lo spazio, prima che possano rivelare qualcosa.
Abbiamo il dubbio che tali individui siano minimamente interessati a rivelare alcunché, altrimenti possibilmente ci avrebbero già provato durante gli ultimi 10.000 anni. Ma soprattutto ci domandiamo se, tra i Custodes e gli altri protagonisti della Caduta di Cadia, qualcuno si sia fatto due conti nel vedere comparire sulla Terra il più famoso dei caduti, il detestato Cypher, chiedendo di entrare nella sala del Trono d’Oro.

C’è un importante dettaglio a cui fare attenzione su questo: proprio il comandante della Custodian Guard sembra riconoscere l’Angelo Oscuro Caduto apostrofandolo con “Credi davvero ti lascerò entrare al cospetto dell’Imperatore con quella?” Riferendosi alla spada che il guerriero porta sulla schiena, secondo alcuni la perduta spada del leone di Lion El’Jonson.
Dubbi da BG a parte, glissando sulla citazioni a Superman insite nel nome del Primarca, qui si parla di depressione massima a livelli epici, con gli ufficiali che tengono nascosta la verità ai comuni Marines indottrinandoli lentamente alla verità man mano che scalano i ranghi accedendo alla celebre Deathwing.
Ci sarebbero molte altre cose da dire (e da criticare) sui Dark Angels, ma tra tutte certamente meritano un serio riconoscimento i Terminator dalle armature bianche che formano la prima compagnia del Capitolo. Eredi di un’ultima eroica resistenza in cui i confratelli tinsero le armature di bianco come usanza tribale, affermando di essere fantasmi già morti.

Ovviamente il livello di sfiga degli Angeli Maiunagioia non è facile da eguagliare, ma se c’è un’armata che può eguagliare un tale livello di sfortunati eventi sono i figli di Sanguinius, ossia i temuti Blood Angels, che amabilmente officiano rituali comprensivi di scambi di sangue e copiose bevute del rosso fluido dai calici dei loro sacerdoti. C’è da stupirsi se abbiano manifestato vari e spiccati tratti vampireschi? Direi di no. Il loro Primarca peraltro era chiaramente soggetto a un alto livello di mutazione, non solo per i vasti poteri psionici, compresa la preveggenza, ma anche e soprattutto per le grandi ali angeliche che sbucavano dalla sua schiena.
Chiaramente questo è il Capitolo maggiormente – e paradossalmente – legato alla mitologia cristiana, con tanto di miracoli compiuti dal piccolo Sanguinius su Baal e di sacrificio cui va volontariamente incontro, affrontando Horus in duello sapendo già che il fratello lo ucciderà.
Famoso per aver spezzato in due un Demone Maggiore di Khorne a mani nude, Sanguinius guidò con Rogal Dorn le difese durante l’assedio al palazzo dell’Imperatore. Lottò sempre sul fronte (facile quando sai già che non morirai) contro i propri fratelli traditori, su tutti con Angron dei Divoratori di Mondi, legione specializzata nel massacro di cui i Blood Angels sono sempre stati grandi rivali.

Praticamente il cocco di papà dopo Horus, Sanguinius ha lasciato in eredità ai propri discendenti varie abilità, partendo con l’enorme potenziale psichico dei propri Librarians, continuando con la lunga vita (gli angeli sanguinari sono i Marines più longevi in assoluto ed il loro Maestro Capitolare, Dante, combatte per l’imperatore da più di 1500 anni), e finendo in allegria con la cosiddetta “Tara”: la sinistra tendenza a cadere in stati di furia animalesca legata al desiderio di abbeverarsi con il sangue dei nemici. Una cosetta da nulla che ormai il capitolo fatica a tenere segreta.
Di base tutti gli Angeli Sanguinari sono affetti dalla “Sete Rossa” che si traduce in una maggiore foga in battaglia, ma alcuni prima della battaglia cadono preda della “Rabbia Nera”, manifestazione estrema della Tara, dalla quale non c’è ritorno.
Insomma, bisogna essere molto fortunati per diventare Angeli Sanguinari, un dubbio onore che potrebbe concludersi con l’inserimento nella cosiddetta “Compagnia della Morte”, formata da coloro per i quali non c’è più speranza, mandati avanti in battaglia affinché possano trovare la morte in combattimento… giusto una bazzecola.

Passiamo a temi più allegri parlando dei Lupi Siderali. Cuccioloni dal cuore d’oro definiti dagli esperti del settore “vichinghi spaziali”. Affermazione che non ci sentiamo di smentire visti i caratteristici velivoli d’attacco a forma di teste lupine, o la tradizione di cavalcare in battaglia gli enormi lupi del pianeta glaciale Fenris.
Insomma, se vai in battaglia con folta barba e lunghe trecce, vivi in un mondo ghiacciato, la tua fortezza capitolare si chiama “La Zanna”, ami gozzovigliare e i tuoi eroi hanno nomi evocativi come Ragnar Blackmane… sì, sei indubbiamente un maledetto vichingo spaziale!

Sulla storia dei Thunderwolf, ossia i meta lupi giganti usati come cavalcatura dai confratelli degli Space Wolf, esiste un passaggio nel BG nel quale si afferma che “Non esistono lupi su Fenris”. Frase sibillina attribuita a Magnus il Rosso, che sostiene le forme di vita canine non siano altro che coloro i quali, fallita la prova di iniziazione per essere ammessi nel Capitolo, si siano persi tra i fiordi ghiacciati finendo per cedere al seme genetico e trasformandosi in bestie. Questo comunque è un dettaglio mai confermato né smentito, apparso qualche Codex fa e ribadito sibillinamente in un passaggio del Libro sui Drukkari di settima edizione. In questo volume si parlava di reclute dei Lupi Siderali rapite dai Dark Eldar e tenute prigioniere per essere studiate, rinchiuse in tubi di stasi mostrando vari stadi di mutazione tra l’uomo e il lupo.

Come già detto, i vichinghi spaziali hanno l’usanza di mangiare e banchettare anche per giorni, cercando la minima scusa per fare bisboccia ubriacandosi a morte, cosa resa possibile grazie a un particolare additivo inserito nella birra per negare temporaneamente le loro abilità anti avvelenamento. Comunque la loro costituzione gli permette di consumare ettolitri di alcol prima di subire gli effetti collaterali delle settimanali sbronze colossali cui i lupachiotti sono particolarmente affezionati.

Se ancora non vi ho convinto a scegliere gli Space Wolf come vostro prossimo esercito aggiungiamo alla descrizione l’assoluta mancanza di rispetto per le autorità imperiali, tanto da cannoneggiare le navi dell’Inquisizione arrivate a fare la voce grossa nell’orbita di Fenris. Non basta? Ho già accennato al fatto che siano praticamente licantropi? Almeno alcuni di loro, ossia i cosiddetti Wulfen, confratelli creduti morti dopo avere inseguito nel warp i cattivi, e che sono sopravvissuti nel posto più malvagio della galassia diventando, letteralmente, per metà lupi.
Se tutto questo ancora non vi ha convinto non saprei cosa dire, se non che il loro Primarca è talmente importante da vedersi intitolare il più famoso mezzo della Guardia Imperiale, l’omonimo Lemam Russ battle tank! Insomma, dovete giocare Lupi Siderali!

Se proprio non vi piacciono i vichinghi spaziali, in alternativa la GW propone un’intera confraternita di cavalieri psionici in armatura simil medioevale. Segnalati come capitolo seicentosessantasei, un numero che è tutto un programma, i Cavalieri Grigi rappresentavano (prima dei Primaris) l’epitome dello Space Marines. Peccato ormai da tempo non sia più così, viste le innovazioni negli ultimi due libri che rendono ormai obsoleti i comuni Marines. Direte voi, ma i Grey Knights non sono tutti psionici (praticamente sul loro mondo capitolare la privacy non esiste) e quindi dotati di regole speciali che permettono di bombardare di magia il nemico? Questo almeno sulla carta.
Alcuni sostengono i GK siano stati creati direttamente con il codice genetico dell’Imperatore – voce mai confermata – a partire da comuni Space Marines dotati di grande lealtà, determinazione e forza d’animo… insomma sono Primaris ante litteram, solo più scarsi dei nuovi Primaris.
Ciascuno di loro brandisce un’arma psionica Nemesis (notare il nome per nulla altisonante) con cui affettare il burro, sistemare l’intonaco o bandire demoni rispedendoli nel Warp. Il tutto nella più totale segretezza, cosa che impedisce ai Cavalieri Grigi, ad ora, di usufruire delle unità Primaris e Primaris-Vanguard disponibili agli altri capitoli.
Qui ci troviamo davanti un altro paradosso da BG: i GK sono un capitolo segreto specializzato nella caccia ai demoni (nei vecchi Codex erano la camera militante dell’Ordo Malleus), famoso perché cancella le menti degli Space Marines alleati e uccide i soldati inferiori per nascondere la propria esistenza. Ma se quando Logan Grimnar, Gran Maestro dei Lupi Siderali, ha affrontato Angron su Armageddon ne ha portato con se una confraternita… o questi qui sono il segreto peggio tenuto dell’Imperium, oppure non saprei dire, perché dubito qualcuno possa ottenere dal Grande Lupo il consenso alla cancellazione mentale, figuriamoci dal maestro capitolare Dante dei Blood Angels.

Paradossi del BG a parte, i nostri adorati Grey Knights sono pensati per i nostalgici delle atmosfere fantasy e non è un caso siamo equipaggiati principalmente con pratiche ed eleganti Alabarde psichiche.
Una nota riguarda l’utilizzo in gioco dei GK, che prima di essere inclusi in un Codex o averne uno proprio, erano stati pubblicati come forza di supporto con un costo in punti di circa 1200 punti per un Eroe e cinque Pupazzetti, tale era precedentemente il loro assoluto potere. Certo, il giocatore pronto a schierali in campo non era mai visto di buon occhio, ma la sadica tentazione nell’utilizzarli spesso prendeva il sopravvento sul buon senso.

Infine, chiudiamo questa disamina dei capitoli lealisti non da Codex con il non-Capitolo dei Guardoni Spaziali, la cara vecchia DeathWatch, ex camera militante dell’Ordo Xeno, in possesso di un proprio Codex giusto da un paio di edizioni.
Composti dai Kill Team divenuti truppe base di una forza di sorveglianza contro le invasioni aliene, sono stati trasformanti forzatamente in un Codex dalle regole piuttosto complesse e spesso confuse. Uccisori di alieni, la DeathWatch è praticamente la Legione Straniera dell’Adeptus Astartes, nella quale puoi entrare dichiarandoti “Black Shield” senza che nessuno ti chieda chi sei, da dove vieni o cosa hai fatto per rinnegare i colori del tuo capitolo… tipo, se io fossi un Angelo Oscuro caduto ne approfitterei al volo.

Composta da Marines provenienti da vari capitoli, la DeathWatch rappresenta un gruppo di sostegno per individui potenziati geneticamente più razzisti del normale, che credono gli alieni siano all’origine di tutti i loro problemi…il Chaos? La Tara? I Caduti? Niente di tutto questo è vero! È tutta colpa degli Xeno che varcano il Golfo Damocles o emergono dalla rete per corrompere il dominio dell’Imperatore (e rubarci il lavoro?).
Con i demoni che ballano la Macarena in ogni parte della galassia, la Deathwatch continua la propria veglia sui confini dell’Imperium cercando di capire come i propri Kill Team possano essere degni di Swarzy in Predator o Ripley in Alien, sconfiggendo intere armate di Orchi o Tiranidi in poco più di una manciata di Space Marines.

Non è ancora pervenuta l’opinione del ragioniere galattico Guilliman sulla DeathWatch, ma pensiamo che, dopo aver accettato variazioni al proprio Codex da parte dei suoi stessi Ultramarines, accettare anche l’esistenza di una confraternita che viola completamente i suoi precetti non dovrebbe essere poi così difficile per il Primarca. Dopotutto ha già aggiornato prontamente il sacro tomo includendo i Primaris, inseriti retroattivamente nel BG come un piano già orchestrato dallo stesso commendatore Roboute in una operazione di Ret-Con degna della Marvel, cosa vuoi che sia.

Francesco Lodato

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